SEPARATIONS is out again,
in a remastered free download including 7 remixes + 1 unreleased
for LA VIGNA DISCHI
"WATSCHENBAUM / HOLD" is out now on The Wool Shop Production
as a double cd-r in limited edition of 100 copies
wrapped in an envelope with black sealing wax

about "WATSCHENBAUM / HOLD"

"[...]E' musica coraggiosa in quanto lontanissima dai canoni imposti dai media. Il fruitore accondiscendente di Riggio è un rivoluzionario da materasso, un sopito estremista da piume d'oca. In alcuni brani la voce sembra appunto un lungo sbadiglio intervallato da corde pizzicate e vorticosa effettistica. La chiusura è molto incisiva, "Liste" filtra fra le maglie dell'anima, ci strappa come una lieve sensazione di spensieratezza. Scorre sangue giovane, bagna incastri cerebrali arrugginitisi negli anni. La musica ci saluta con un sorriso umorista, il riso amaro di chi sa, ma si abbandona per qualche ora al fascino di quell'esperienza incredibilmente controversa che è la vita.[...]"

ARTICOLO COMPLETO + INTERVISTA di Davide Iacono



"Folktronica + post-rock. A bit out of time, you could object. But Giampiero Riggio, from Palermo, doesn't care at all and crafts a good (and double!) album fusing these two "old" genres. As you might expect, the music sounds both expansive and shy, warm and a bit detached. Acoustic timbres (guitar, cello, piano, accordion, tinkles&clinkles) are coupled with desolate electronic elements, pauses, reverbs. The sound is way more involving than the hushed vocals and intimistic approach would suggest: the music's lulling, and ravishing. The two cds are quite different. "Hold" reflects a more luminous spirit, and the atmosphere is more playful. "Watschenbaum", on the contrary, is more empied-out, and dominated by a melancholic mood. Both of them, though, encompass the same apparent references: múm, Bon Iver, Tunng on the indie-folk side, Godspeed You! Black Emperor and acolytes on the post-rock one. [...]"

"Folktronica e post-rock: la prima è una combinazione di atmosfere acustiche e suonicchi da lappo; il secondo è sinonimo di destrutturazione, dilatazione e ricami strumentali astratti. Sono due generi dei primissimi anni Zero, ed è a loro che guarda Giampiero Riggio, palermitano, per questo doppio cd. La sua è musica sempre in bilico tra timidezza ed espansività, fatta di timbri caldi (chitarra acustica, pianoforte, fisarmonica, tintinnii vari) ma intrisa di desolazione e malinconia. La voce è semisussurrata, ma il suono è carico di riverberi e molto più avvolgente di quel che suggerirebbe l'approccio intimista delle composizioni. La musica rapisce e culla: sposa la tenerezza indie-folk di artisti come múm, Bon Iver, Tunng al paesanismo post-rock di GYBE!, Explosions in the Sky e accoliti. In "Hold" emerge soprattutto la prima anima e le tracce sono più luminose; in "Watschenbaum" prevalgono invece lo svuotamento e la malinconia. […]"

Marco Sgrignoli / (ilgolpeeluva.blogspot.com)

about "SEPARATIONS"


Trapanese di Kassel, Riggio si sistema da artista pluridisciplinare nel campo d’azione di una rada elettronica emozionale stile Hood o Books, impastata di forma canzone e impreziosita anzichenò dal tenore lo-fi modalità Interflug: i suoi “distacchi” lo portano a confrontarsi al conterraneo Herself e a lambire la parte elettroacustica della francesina Colleen in Reverb e Nails. Sprazzi minimali –Deadspace- e una Bjork di maniera (The evening, naked) da soundtrack del terrore consentono ulteriori divagazioni: alla fine la sensazione sarà di appagamento e benessere. Sopra il (7).
Enrico Veronese / BLOW UP magazine

“Separazioni” è il titolo di un luminoso disco di Giampiero Riggio, che per quanto mi riguarda, inserirlo al top era il minimo che si poteva fare... tuttavia trattasi di un lavoro già 'intercorso', uscito in 80 straordinarie copie dalla straordinaria “Centre of the Wood”, ed ora introvabili. Credo che la musica abbia il potere di 'segnare' certi stati di grazia o certi innamoramenti, e “Separations” è sostanzialmente quello che sogniamo da un amore più o meno decisivo. Nato da un particolare incrocio tra Robot ate me, Wilfred, e qualcosina di buono che c’è ogni tanto in certa musica di Popolous, “Separations” già nel primo fondamentale brano, si veste di una nostalgia latente e drammatica, tagliente ed inflessiva, sotto la forma di ballads autunnali. La seconda traccia mette in scena un’epopea che starebbe benissimo in un disco dei Books, gli iniziali arpeggi di chitarra di (My neck) fanno contralto con la frase ripetuta, sempre sottovoce, da cui si dipanano organetti e tastiere che danzano su paesaggi viscerali, oceanici. Ciò che colpisce immensamente è la cura dei dettagli, e le grandiose risorse di Riggio per ciò che concerne la cura degli ingranaggi meccanici, gestiti perfettamente in un crescendo di lirismo e forma melodica, impreziositi da spettacolare gusto degli arrangiamenti. Si tratta di un disco che parla d’amore, non di quegli amori violenti, ma di quei sottili turbamenti dell’anima, e stupisce e non poco, che da queste parti, in Italia per intenderci, si possa fare musica con tanta consapevolezza senza risultare né stucchevoli né mielosi. Siamo dalle parti del capolavoro. Ed aspettiamo la prossima prova con grande speranza che sia immensa quanto questa. Da notare che il disegno di Federico Lupo all’interno del disco, è bello e prezioso quanto il disco che lo ospita e che può essere inteso come una sua continuazione figurativa.
Salvatore Borrelli / SANDS ZINE

A pure, yet absolutely present, white wraps the 9 tracks that, piece after piece, compose the first official release by Giampiero Riggio, “Separations”, released under Centre Of Wood. Born in 2007, from the mind of Andrea Penso (We wait for the snow, Selaxon Lutberg), the label spreads an affective approach to the musical matter, taking care of the packagings as physical extensions and not just containers, generating a dynamic that make us fall in love with an art object as it used to happen with vynils. A little white wool thread, not tight nor knotted, but just wrapped around the record looks as if it’s protecting the delicate tracks composed by Riggio. As you pull the thread out, an ethereal, absolutely intimate landscape spreads, with such a lyricism and intensity, as well as a “homemade” feeling, yet always able to look out of the window, that i would draw it closer to a masterpiece like Handwriting by Khonnor [...]
Federico Lupo / SUCCO ACIDO magazine
OTHER RELEASES




contact: giampieroriggio[at]gmail.com
VIDEOCLIPS & LIVESETS

"À PARTIR DE L'EAU. Storia di una sconosciuta" (19'00")
28.10 > 29.11 Zelle Arte Contemporanea - Palermo - www.zelle.it - exhibition photos
Soundtrack by Giampiero Riggio